Un disabile visivo (non vedente o ipovedente), uditivo, motorio, può trovarsi in serie difficoltà se messo di fronte a soluzioni tecnologiche difficilmente o affatto gestibili.

I non vedenti e i disabili motori, storicamente più tutelati e oggettivamente più facilmente inquadrabili dal punto di vista delle difficoltà percettive, hanno già ottenuto importanti e nel complesso soddisfacenti risposte al problema. Recenti ricerche hanno messo in evidenza che i soggetti oggi più penalizzati dalla scarsa accessibilità e fruibilità del Web sono, in realtà, gli ipovedenti.

L’ipovedente è una persona affetta in modo più o meno grave e composito, da disturbi della vista quali: diminuzione dell’acuità visiva, anomalie nel campo visivo, fotofobia e daltonismo, singolarmente o in vario modo combinati tra loro. Detti disturbi percettivi determinano una gamma di problemi a livello di accessibilità e fruibilità del Web difficilmente gestibili.

A questi soggetti, qualche centinaia di migliaia di persone, va aggiunta la totalità dei fruitori della rete, molto spesso costretti a stare per molte ore davanti al monitor e magari con delle fonti luminose che vi si riflettono sopra, tanto per fare un esempio. Insomma, il problema è molto più vasto di quanto si possa ritenere ad una prima analisi.

Questo testo mette a disposizione una serie di considerazioni e suggerimenti pratici scaturiti dall’esperienza personale (diretta e derivata dall’osservazione di terzi), capaci di ridurre significativamente i problemi più frequenti. L’elaborato non vuole essere un manuale tecnico per sviluppatori di contenuti web, ma uno strumento d’indirizzo e culturale. Per le specifiche tecniche relative ai linguaggi di programmazione e normative circa l’accessibilità e fruibilità del Web, si rimanda al molto materiale già disponibile in rete.