Come ogni anno, il 9 gennaio ha rappresentato un momento di riflessione collettiva sull’accessibilità digitale in Italia. In occasione del compleanno della legge Stanca (n. 4/2004), Fondazione Pensiero Solido, IWA Italy e Accessibility Days hanno organizzato l’evento dal titolo volutamente provocatorio e denso di significato: “IA Intelligenza Accessibile“.

La maratona online ha offerto una conversazione a più voci, ricca di prospettive diverse ma unite da un filo conduttore molto chiaro: l’intelligenza artificiale non è un destino tecnologico inevitabile, ma uno strumento che può diventare davvero utile solo se progettato, governato e utilizzato con consapevolezza e responsabilità.

Mario Nobile, Direttore generale di AgID, ha aperto i lavori dipingendo il panorama attuale dell’IA come un grande cantiere aperto, fatto di modelli molto diversi tra loro – grandi, piccoli, specializzati, addestrati in tempo reale – piuttosto che di un unico prodotto finito da mettere in serie. Ha insistito moltissimo sull’importanza crescente dell’intelligenza artificiale spiegabile e sulla necessità di lasciare alle persone la libertà di bilanciare consapevolmente i propri diritti, tra privacy, sicurezza e opportunità.

Roberto Scano, parlando dal punto di vista di AccessibleEU, ha portato con decisione il tema etico al centro del dibattito. Ha ricordato quanto sia importante che l’IA sia accessibile per tutti fin dalla progettazione e ha condiviso le preoccupazioni espresse dalle associazioni di persone con disabilità: nessuno vuole essere automaticamente riconosciuto come disabile e ricevere versioni “alternative” o “porte di servizio” senza averlo chiesto e voluto.

Alessandra Santacroce ha raccontato la lunga storia di attenzione all’inclusione di IBM e ha presentato il progetto «Limpide Letture», realizzato insieme a Fondazione ASPHI: una piattaforma che sfrutta l’intelligenza artificiale per semplificare testi complessi e accompagnare la lettura, senza mai sostituirsi alla persona.

Nicola Gencarelli, sempre di ASPHI, ha portato tre esempi molto concreti di progetti in corso in Italia: la già citata piattaforma di semplificazione e guida alla lettura, la costruzione di un dataset di voci atipiche italiane per migliorare il riconoscimento vocale anche per persone con disartria o parlato non standard, e lo sviluppo di comunicatori potenziati con IA per persone con gravi disabilità motorie, capaci di clonare la voce e di trasformare in frasi compiute e naturali input molto frammentati.

Cristina Mussinelli, parlando per Fondazione LIA, ha descritto il lavoro di ricerca sulla generazione automatica di descrizioni alternative per immagini complesse nei libri scolastici – mappe, infografiche, tabelle, timeline – sottolineando che, pur essendo i risultati promettenti per alcune tipologie di immagini, la revisione umana rimane indispensabile per garantire qualità e coerenza con il contesto editoriale.

Ernesto Belisario, avvocato esperto di amministrazione digitale, ha invitato la pubblica amministrazione a interpretare l’intelligenza artificiale non solo come strumento di efficienza interna, ma come leva pedagogica e sociale: un modo per semplificare davvero il linguaggio burocratico, tradurre contenuti, rendere più comprensibili i diritti e avvicinare cittadini che oggi restano esclusi.

Fabrizio Caccavello, coordinatore di webaccessibile.org, ha lanciato un richiamo forte e netto sulla responsabilità di chi crea contenuti digitali: senza una solida struttura semantica (significato), l’IA è costretta a indovinare e rischia di produrre errori gravi. L’accessibilità, ha ricordato, non è solo un obbligo legale o etico, ma anche un vantaggio competitivo decisivo.

Sonia Montegiove, giornalista e informatica, ha portato l’esperienza della scuola, raccontando come l’IA possa aiutare gli insegnanti a personalizzare materiali, fungere da tutor sempre disponibile, semplificare il linguaggio e persino analizzare i libri di testo per individuare e combattere stereotipi di genere ancora molto presenti.

Lorenzo Caggioni di Google ha sottolineato la potenza trasformativa dell’IA generativa anche per chi non è programmatore professionista: oggi chiunque può provare a risolvere problemi concreti per sé o per i propri cari, realizzando piccoli prototipi o facendo “l’ultimo miglio” di adattamento personale di documenti complessi.

Nella parte conclusiva Sauro Cesaretti, insieme a Diana Bernabei e Mattia Ducci, ha riportato il discorso sul piano operativo quotidiano: l’intelligenza artificiale è un supporto straordinario per lo sviluppo accessibile e per le tecnologie assistive, ma non può sostituire né la conoscenza approfondita delle WCAG, né i test reali con screen reader e altre tecnologie, né lo sguardo critico e l’autonomia delle persone.

L’evento ha lasciato emergere con chiarezza alcune parole che hanno attraversato quasi tutti gli interventi: accessibilità by design, semantica come fondamento, competenza umana insostituibile, cultura del fare, rifiuto delle scorciatoie automatiche e centralità della persona nella scelta consapevole.

L’intera registrazione, con tutti gli interventi, è disponibile nella playlist ufficiale YouTube.

Un appuntamento che, ancora una volta, ha dimostrato quanto l’accessibilità sia un tema vivo, complesso e profondamente umano, capace di accompagnare e orientare l’evoluzione tecnologica invece di subirla.

Appuntamento già fissato al 9 gennaio 2027.

 

Autore

  • Fabrizio Caccavello

    Web Accessibility Expert.

    Da oltre 20 anni risolvo le sfide di accessibilità digitale per i principali gruppi bancari, assicurativi e industriali italiani, trasformando la compliance in valore strategico.

    Non mi limito ad applicare le linee guida: contribuisco a scriverle e a tradurle per il mercato nazionale, come nel caso delle versioni ufficiali WCAG 2.1 e 2.2. La mia preparazione si fonda su una profonda competenza tecnica (HTML, WAI-ARIA, tecnologie assistive) per garantire l'inclusività su ogni touchpoint, dal desktop al mobile.

    Come membro delle commissioni UNI/CT 531 (e-Accessibility) e UNI/CT 526, partecipo attivamente alla definizione delle norme tecniche nazionali (UNI CEI EN 301549). Ho inoltre consolidato la mia esperienza collaborando per molti anni come consulente super senior per AgID, con un focus specifico su progetti pillar dell'agenda digitale italiana come SPID, Designers Italia e la gestione della misura 1.4.2 del PNRR.

    Oltre alla consulenza, mi occupo di:
    - Formazione ed esame per le certificazioni di esperti in accessibilità.
    - Coordinamento associativo come responsabile accessibilità IWA Italy e socio fondatore di Accessibility Days.
    - Divulgazione e seminari per la diffusione di una cultura digitale realmente inclusiva.

    Credo in un web senza barriere, dove l'innovazione tecnologica è progettata per non escludere nessuno.