Il 2 settembre 2026 è stata ufficialmente pubblicata la versione finale della norma europea EN 301 549 v4.1.1 (“Accessibility requirements for ICT products and services”). Non è più una bozza: abbiamo ora la versione definitiva del principale aggiornamento dello standard europeo di accessibilità per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT).

Questa è una tappa importante, ma non ancora quella definitiva sul piano giuridico. La pubblicazione dello standard e la sua citazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (OJEU) sono due passaggi distinti. Finché la Commissione Europea non citerà formalmente la v4.1.1 nella OJEU, non avrà lo status di norma armonizzata e quindi non genererà la presunzione di conformità prevista dalle direttive europee.

Cosa c’è di nuovo rispetto alla precedente versione (v3.2.1)

La versione precedente, EN 301 549 v3.2.1 (pubblicata nel marzo 2021 e armonizzata nell’agosto 2021), era allineata alle WCAG 2.1 livello “AA” ed era soprattutto pensata per supportare la Direttiva sull’accessibilità del web (Web Accessibility Directive – WAD, 2016/2102).

L’intero documento è stato rivisto per diventare uno standard armonizzato per la direttiva (UE) 2019/882/UE e per la direttiva (UE) 2016/2102. La nuova v4.1.1 rappresenta pertanto un aggiornamento sostanziale, non un semplice “bump” di versione delle WCAG, in quanto riporta diverse novità:

  • Allineamento completo alle WCAG 2.2 livello “AA”, ossia vengono incorporati i sei nuovi criteri di successo obbligatori
  • Requisiti significativamente rivisti sulle preferenze utente.
  • Aggiornamenti importanti sulla comunicazione in tempo reale e sul testo in tempo reale ovvero Real-Time Text (RTT), estesi verso il concetto di “Total Conversation” (voce + testo in tempo reale + video, inclusa la lingua dei segni).
  • Nuove mappature esplicite rispetto all’European Accessibility Act (EAA – Direttiva 2019/882) negli allegati.
  • Aggiornamenti trasversali che riguardano web, documenti non-web, software (che ora diventa software non-web) e altri prodotti/servizi ICT.

In sintesi, la norma diventa lo strumento tecnico di riferimento più completo per dimostrare conformità sia alla WAD sia all’EAA.

Situazione attuale e prossime tappe

Per la Web Accessibility Directive, rimane tuttora citata nella Gazzetta Ufficiale la versione v3.2.1, anche se la nuova EN 301 549 e l’evoluzione tecnologica dovrebbero portare anche tale direttiva ad un allineamento alla versione 4.1.1, considerando che le WCAG 2.2 sono retrocompatibili con le WCAG 2.1.

Anche se la v4.1.1 è stata sviluppata specificamente per supportare l’European Accessibility Act, non è ancora stata citata nella OJEU per l’EAA e da previsioni ETSI l’evento sarà tra il 23 settembre 2026 e il 16 dicembre 2026.

Il prossimo grande traguardo è proprio la citazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Solo allora la v4.1.1 diventerà la norma armonizzata di riferimento e potrà generare la presunzione di conformità legale.

Le previsioni indicano che questo passaggio potrebbe avvenire intorno all’ottobre 2026, ma la data ufficiale sarà quella della pubblicazione nella OJEU che ad oggi non è ancora certa.

Nel frattempo, nella commissione UNI CT 531 “eAccessibility” che presiedo avvieremo la traduzione ufficiale in italiano, e rilasceremo finalmente una norma nazionale a supporto delle attività di valutazione e certificazione dei prodotti e servizi ICT rispetto alla nuova EN, in modo da avere una metodologia condivisa per valutare i prodotti e servizi.

Cosa devono fare le organizzazioni adesso

Non bisogna aspettare.

È importante continuare a rispettare i requisiti legali attualmente in vigore (quindi basati sulla v3.2.1 e sulle WCAG 2.1), ma allo stesso tempo prepararsi alla nuova versione. Chi non ha ancora orientato il proprio programma di accessibilità verso le WCAG 2.2 “AA” e i nuovi requisiti della EN 301 549, ora è il momento giusto per farlo.

La pubblicazione di questa nuova versione è un traguardo importante. Il prossimo, ancora più rilevante sul piano giuridico, sarà la citazione nella Gazzetta Ufficiale.

Cosa dovrà fare AgID in Italia rispetto alle linee guida già pubblicate

In Italia l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha un ruolo centrale nell’attuazione delle norme europee sull’accessibilità, sia per la Pubblica Amministrazione sia per i soggetti privati.

Le Linee Guida sull’accessibilità degli strumenti informatici (adottate ai sensi della Legge 4/2004 e aggiornate nel tempo, con versioni distinte per PA e soggetti privati) contengono già una clausola esplicita di aggiornamento automatico: in caso di revisione della norma tecnica armonizzata EN 301 549, all’atto del suo recepimento da parte dell’Unione Europea (cioè con la citazione nella Gazzetta Ufficiale UE), i riferimenti tecnici delle Linee Guida si aggiornano automaticamente in maniera corrispondente. Questo significa che, una volta citata la v4.1.1, i requisiti tecnici richiamati (in particolare quelli legati alle WCAG) passeranno automaticamente alle nuove disposizioni, senza necessità di una revisione formale immediata del testo delle Linee Guida stesse.

Diverso è il caso delle più recenti Linee Guida sull’accessibilità dei servizi (adottate con determinazione AgID n. 38/2026 del 4 marzo 2026, in attuazione dell’art. 21 del D.Lgs. 82/2022 che recepisce l’European Accessibility Act). Queste Linee Guida, pubblicate a marzo 2026, fanno ancora riferimento esplicito alla EN 301 549 v3.2.1 e alle WCAG 2.1 come base per la verifica di conformità.

Una volta che la Commissione Europea citerà formalmente la EN 301 549 v4.1.1 nella Gazzetta Ufficiale UE, AgID dovrà aggiornare le Linee Guida sull’accessibilità dei servizi per recepire i nuovi requisiti tecnici (WCAG 2.2, Real-Time Text esteso, mappature EAA aggiornate, ecc.). Dovrà verificare e, se necessario, aggiornare i modelli di dichiarazione di accessibilità, le metodologie di verifica e monitoraggio, e le indicazioni operative rivolte ai fornitori di servizi. AgiD inoltre potrà sfruttare il meccanismo della presunzione di conformità già previsto dal D.Lgs. 82/2022: i servizi conformi alla nuova norma armonizzata saranno considerati conformi ai requisiti di accessibilità del decreto, semplificando i controlli.

In sintesi, per le Linee Guida “storiche” sugli strumenti informatici l’aggiornamento è già previsto come automatico; per quelle relative ai servizi (EAA) sarà necessario un intervento attivo di revisione e adozione di una nuova versione da parte di AgID, una volta completato il percorso di armonizzazione europea.

Autore

  • Roberto Scano

    Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Per anni W3C Representative per IWA (associazione internazionale dei professionisti web), ha collaborato allo sviluppo delle WCAG dalla versione 2.0 (attualmente è invited expert per lo sviluppo delle WCAG 3.0) e delle ATAG 2.0, curando le traduzioni ufficiali di tutte le versioni. Si occupa anche dello sviluppo della norma tecnica EN 301 549 (come professionista nella task force dedicata dell'ente di normazione europeo) nonché della normativa italiana in materia di accessibilità (è tra i fautori della Legge Stanca e delle varie normative in materia). Autore di numerosi libri e contenuti divulgativi materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle imprese. Presiede la commissione UNI di normazione tecnica dell'accessibilità ICT (e-accessibility) rappresentando quindi l'Italia ai tavoli di normazione tecnica europea. Nel (poco) tempo libero si dedica alla cucina e al cosplay come ghostbuster.