Il cosiddetto “divario digitale” definisce la presenza di una sostanziale disparità all’interno della nostra società tra chi ha e chi non ha accesso all’informazione. Il danno risultante da questa ineguaglianza è grande sia per quanti sono vittime di questa esclusione, sia per la società nella sua interezza. Aldilà di problemi più ampi quali il bisogno economico, l’istruzione e la difficoltà di reperire gli strumenti adatti, un problema fondamentale è che non esiste abbastanza consapevolezza, forse all’interno delle stesse categorie deboli, che molta dell’informazione che per il resto della popolazione è scontata, non è messa a disposizione e disseminata in maniera accessibile o usabile da chi è affetto da disabilità fisica, sensoriale, cognitiva o è solo anziano. Sebbene le tecnologie dell’informazione abbiano creato nuove e straordinarie opportunità per molti, hanno eretto nuove barriere di accesso per altri. Queste limitazioni sono spesso inutili poiché nella maggior parte dei casi la tecnologia ha in sé la risposta e può essere adattata con un minimo sforzo dell’industria, del commercio e della Pubblica Amministrazione.

Autore

  • Roberto Scano

    Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Per anni W3C Representative per IWA (associazione internazionale dei professionisti web), ha collaborato allo sviluppo delle WCAG dalla versione 2.0 (attualmente è invited expert per lo sviluppo delle WCAG 3.0) e delle ATAG 2.0, curando le traduzioni ufficiali di tutte le versioni. Si occupa anche dello sviluppo della norma tecnica EN 301 549 (come professionista nella task force dedicata dell'ente di normazione europeo) nonché della normativa italiana in materia di accessibilità (è tra i fautori della Legge Stanca e delle varie normative in materia). Autore di numerosi libri e contenuti divulgativi materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle imprese. Presiede la commissione UNI di normazione tecnica dell'accessibilità ICT (e-accessibility) rappresentando quindi l'Italia ai tavoli di normazione tecnica europea. Nel (poco) tempo libero si dedica alla cucina e al cosplay come ghostbuster.