Tlamelo Makati (Technological University Dublin – Ireland), Garreth W. Tigwell e  Kristen Shinohara (Rochester Institute of Technology – Rochester, United States) hanno pubblicato uno studio dal titolo: “The Promise and Pitfalls of Web Accessibility Overlays for Blind and Low Vision Users” che sarà presentato nel mese di ottobre 2024 alla ventiseiesima edizione dell’International ACM SIGACCESS Conference on Computers and Accessibility, in Canada.

Lo studio

L’accessibilità web è essenziale per garantire che tutti gli individui, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o cognitive, possano accedere e utilizzare efficacemente Internet. Questo principio è fondamentale poiché le piattaforme digitali diventano sempre più canali primari per istruzione, comunicazione, commercio e intrattenimento. Questo studio valuta criticamente l’efficacia degli accessibility overlay, che sono strumenti di terze parti che affermano di migliorare l’usabilità del sito Web per le persone con disabilità. In particolare, nello studio si sono concentrati sulle esperienze degli utenti ciechi e ipovedenti, che sono colpiti in modo sproporzionato dalla scarsa accessibilità web. Attraverso una combinazione di sondaggi e interviste online, gli autori dello studio hanno coinvolto i partecipanti che utilizzano una varietà di tecnologie assistive per navigare sul Web. Le prove empiriche raccolte dipingono un quadro preoccupante: nonostante il loro scopo previsto, gli accessibility overlay spesso non riescono a mantenere le promesse e, in molti casi, aumentano le problematiche esistenti. I partecipanti hanno spesso segnalato che questi accessibility overlay erano in conflitto con le loro tecnologie assistive, portando a una funzionalità ridotta e a una maggiore frustrazione. Ciò indica un
significativo disallineamento tra la progettazione di questi strumenti e le esigenze reali degli utenti.

Lo studio evidenzia l’urgente necessità di allontanarsi da soluzioni tecnologiche superficiali e di procedere verso un coinvolgimento più profondo e significativo con le esigenze degli utenti disabili. Ciò comporta l’adozione di pratiche di progettazione incentrate sull’utente che integrino la considerazione dell’accessibilità fin dalle fasi di progettazione, assicurando che gli ambienti digitali siano veramente inclusivi, dando priorità a soluzioni complete e ben integrate rispetto a “cerotti” come gli accessibility overlay, possiamo promuovere un paesaggio digitale più accessibile ed equo.

Conclusioni

Lo studio ha fornito un’analisi completa dell’impatto degli accessibility overlay sugli utenti con disabilità, con un’attenzione particolare alle persone non vedenti e ipovedenti.

I risultati indicano che, sebbene gli accessibility overlay possano essere progettati con l’intento di migliorare l’accessibilità, sono carenti nelle applicazioni pratiche, spesso complicando l’esperienza utente che mirano a migliorare.

Gli accessibility overlay tendono a fornire soluzioni superficiali che non affrontano fondamentalmente i problemi di accessibilità principali e spesso sono in conflitto con le tecnologie assistive esistenti. Questa discrepanza tra i vantaggi teorici degli accessibility overlay e le loro prestazioni effettive sottolinea la necessità di pratiche di progettazione genuine e incentrate sull’utente nell’accessibilità web. Invece di affidarsi agli accessibility overlay come soluzione rapida, c’è un bisogno cruciale di pratiche di progettazione più solide e inclusive che integrino l’accessibilità fin dalle fondamenta, assicurando che tutti gli utenti, indipendentemente dalle loro capacità, possano accedere e trarre vantaggio dai contenuti digitali in modo efficace.

Autore

  • Roberto Scano

    Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Per anni W3C Representative per IWA (associazione internazionale dei professionisti web), ha collaborato allo sviluppo delle WCAG dalla versione 2.0 (attualmente è invited expert per lo sviluppo delle WCAG 3.0) e delle ATAG 2.0, curando le traduzioni ufficiali di tutte le versioni. Si occupa anche dello sviluppo della norma tecnica EN 301 549 (come professionista nella task force dedicata dell'ente di normazione europeo) nonché della normativa italiana in materia di accessibilità (è tra i fautori della Legge Stanca e delle varie normative in materia). Autore di numerosi libri e contenuti divulgativi materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle imprese. Presiede la commissione UNI di normazione tecnica dell'accessibilità ICT (e-accessibility) rappresentando quindi l'Italia ai tavoli di normazione tecnica europea. Nel (poco) tempo libero si dedica alla cucina e al cosplay come ghostbuster.