A metà ottobre si terrà il G7 dedicato alla disabilità. Ad oggi non si sa ancora se e come parleranno del digitale. Per ora parla il sito web, purtroppo inaccessibile.

La presidenza del G7, infatti, ha dedicato un sito web a G7 Disability, che già a prima vista pone il quesito se siano state previste competenze in materia di accessibilità digitale in fase di sviluppo. Infatti, come anche un novizio del settore può agevolmente notare, per il payoff “G7 – Inclusione e disabilità” è stato scelto il peggior colore utilizzabile in rete, arancione, che con il testo bianco raggiunge un rapporto di contrasto di 2:1 rispetto al 3:1 richiesto come minimo dalla normativa vigente.

Ma non soffermiamoci a piccoli dettagli, andiamo un po’ più a fondo e vediamo come hanno trattato i testi alternativi. Per lo slider, ad esempio, un utente non vedente percepirà un bellissimo “Carosello di immagini dalle associazioni accanto alla scritta ‘il diritto di tutti alla piena partecipazione alla vita civile, sociale e politica’- 1/5”, peccato che nel testo si dimenticano proprio il principale, ovvero “G7 – inclusione e disabilità”. Stesso problema di colore è presente in altre parti, come il testo “associazioni”.

Scorrendo i vari contenuti, si riscontrano diversi problemi di link con medesimo testo (esempio: evento) che puntano a diverse destinazioni, senza consentire una corretta comprensione da parte dell’utente. Se aggiungiamo i “clicca qui” sparsi un po’ ovunque che aprono nuove finestre senza informare l’utente, possiamo capire il senso di disorientamento che può avere un utente con lettore di schermo nella navigazione dei contenuti.

Se andiamo ad analizzare gli stili, il grassetto è usato sia per enfasi che per evidenziare i link: stesso colore, nessuna sottolineatura. Anche qui siamo alle basi dell’accessibilità. In home page inoltre non esiste alcun titolo di livello primario (h1), basilare nella navigazione dei contenuti.

Ma se volessimo sapere quali sono le non conformità e chi contattare in caso di problemi di accessibilità tramite meccanismo di feedback? Purtroppo, nonostante il sito sia online dal 23 settembre 2024, a fondo pagina compare una bella voce “dichiarazione di accessibilità” che non è un link, quindi a 10 giorni dall’evento non sappiamo chi contattare.

Se invece volessimo iscriverci all’evento? Veniamo trasferiti nel sito principale del G7 dove il modulo di registrazione in cui mancano tutte le caratteristiche basilari dell’accessibilità, previste già dal 1999 (all’epoca punto di controllo 10.2 delle WCAG 1.0, 5 maggio 1999).

Ciliegina sulla torta: perché non metterci pure un accessibility overlay? Sono così carini e ben venduti commercialmente che male possono fare? Forse leggere qualche articolo sul tema overlay aiuterebbe chi di dovere ad evitare l’uso di questi oggetti, soprattutto in siti creati da zero che hanno l’obbligo di conformità per legge. Se aggiungiamo poi che l’oggetto per attivare le funzionalità overlay viene intercettato dal lettore di schermo mobile come attivabile ma non viene aperto, oltre al danno pure la beffa.

La domanda finale è: perché? Perché si crea un nuovo sito non conforme alle regole di accessibilità, tra l’altro senza utilizzare l’ottima base di designer italia? Il tema è sempre quello: competenze. Mancano le competenze in accessibilità a qualsiasi livello, comprese le grandi aziende spesso coinvolte in sviluppo di soluzioni digitali. Non basta usare modelli, bisogna saperli utilizzare. Non basta creare contenuti, bisogna saperli creare. L’accessibilità non è più una opzione, oramai da anni. E speriamo che la carta di Solfagnano con i desiderata dei G7 sarà non solo carta ma realizzata, nonché digitalmente accessibile.

 

Autore

  • Roberto Scano

    Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Per anni W3C Representative per IWA (associazione internazionale dei professionisti web), ha collaborato allo sviluppo delle WCAG dalla versione 2.0 (attualmente è invited expert per lo sviluppo delle WCAG 3.0) e delle ATAG 2.0, curando le traduzioni ufficiali di tutte le versioni. Si occupa anche dello sviluppo della norma tecnica EN 301 549 (come professionista nella task force dedicata dell'ente di normazione europeo) nonché della normativa italiana in materia di accessibilità (è tra i fautori della Legge Stanca e delle varie normative in materia). Autore di numerosi libri e contenuti divulgativi materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle imprese. Presiede la commissione UNI di normazione tecnica dell'accessibilità ICT (e-accessibility) rappresentando quindi l'Italia ai tavoli di normazione tecnica europea. Nel (poco) tempo libero si dedica alla cucina e al cosplay come ghostbuster.