Gli accessibility overlay o altri strumenti che non garantiscono che il sito web stesso soddisfi i criteri dettagliati dello standard non sono una soluzione appropriata. È meglio risolvere i problemi di accessibilità alla fonte.

Questa frase presente nel sito web della Commissione Europea dedicato alle policy per l’accessibilità, sancisce definitivamente che gli accessibility overlay non sono soluzioni idonee per la conformità.

Il testo della Commissione per lo specifico ambito degli overlay è il seguente:

Accessibility overlay

I requisiti giuridici di accessibilità nell’UE si basano sui criteri tecnici specificati nella norma europea armonizzata EN 301 549 v3.2.1. Gli accessibility overlay sono uno strumento che può essere aggiunto ai siti web con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità. Gli accessibility overlay, o qualsiasi altro strumento che non garantisce che il sito web stesso soddisfi i criteri dettagliati dello standard, non sono una soluzione appropriata. È meglio risolvere i problemi di accessibilità alla fonte.

Un’altra buona pratica consiste nel fornire un feedback sui problemi di accessibilità a coloro che sviluppano o gestiscono strumenti digitali, per garantire che i responsabili imparino a conoscere l’accessibilità digitale ed evitare problemi futuri. Per garantire che i siti web siano realmente accessibili, è importante coinvolgere sempre le persone con disabilità nei test.

Il Forum europeo sulla disabilità, gli utenti con disabilità e molti esperti in materia di accessibilità hanno espresso preoccupazione per l’uso degli accessibility overlay. Per maggiori informazioni visita:

Si può quindi ribadire, ove non fosse ancora chiaro, quanto ho scritto già nel mese di settembre del 2021:  nessuno strumento automatizzato garantisce la conformità alle vigenti normative in tema di accessibilità nonché il fatto che […] Per garantire che i siti web siano realmente accessibili, è importante coinvolgere sempre le persone con disabilità nei test.

Quindi attenzione: anche per European Accessibility Act (oltre che per qualsiasi altra normativa vigente in tema di accessibilità digitale e discriminazione) non sono la soluzione ma – in alcuni casi – un ulteriore potenziale problema.

Autore

  • Roberto Scano

    Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Per anni W3C Representative per IWA (associazione internazionale dei professionisti web), ha collaborato allo sviluppo delle WCAG dalla versione 2.0 (attualmente è invited expert per lo sviluppo delle WCAG 3.0) e delle ATAG 2.0, curando le traduzioni ufficiali di tutte le versioni. Si occupa anche dello sviluppo della norma tecnica EN 301 549 (come professionista nella task force dedicata dell'ente di normazione europeo) nonché della normativa italiana in materia di accessibilità (è tra i fautori della Legge Stanca e delle varie normative in materia). Autore di numerosi libri e contenuti divulgativi materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle imprese. Presiede la commissione UNI di normazione tecnica dell'accessibilità ICT (e-accessibility) rappresentando quindi l'Italia ai tavoli di normazione tecnica europea. Nel (poco) tempo libero si dedica alla cucina e al cosplay come ghostbuster.