Finalmente. Solo con questa parola potevo iniziare questo articolo. Finalmente Google migliora l’accessibilità degli strumenti della suite, in particolare di Google Docs.
Per anni nelle sessioni di formazione bisognava informare i discenti che Google Docs, ottimo strumento per generare documenti on line, aveva qualche piccola problematica in tema di accessibilità, di cui una su tutte era l’impossibilità di esportare i documento con i tag.
Cosa sono i tag?
I tag nei PDF sono marcatori strutturali che descrivono il contenuto e l’organizzazione del documento, rendendolo accessibile e navigabile, soprattutto per tecnologie assistive come i lettori di schermo. I tag definiscono elementi come titoli, paragrafi, tabelle o immagini, indicando il loro ruolo e ordine logico. Questa semantica migliora l’accessibilità per utenti con disabilità (in particolare – ma non solo – visive) e facilita la ricerca e l’indicizzazione del contenuto. I tag seguono standard come PDF/UA (Universal Accessibility) e sono creati o modificati con software come Adobe Acrobat. Un PDF taggato è più inclusivo e conforme alle normative sull’accessibilità digitale, chiaramente se i tag vengono usati nel modo corretto.
Google docs e i tag
Come dicevo in apertura, questo tema è sempre stato ostico per i documenti Google. Sapendo che prima o poi sarebbe capitato, anche oggi ho provato a generare un PDF da Google Docs e mi sono accorto che finalmente è stato risolto. Dalle caratteristiche informative (metadati) ho appreso che si tratta di generazione tramite Skia/PDF m141 Google Docs Renderer che da una rapida ricerca è stato rilasciato il 3 settembre 2025. Probabilmente è una tematica già inserita in precedenza, ma non è mai stata promossa. Tra l’altro, è l’unica possibilità di esportazione PDF: non è possibile esportare PDF “da stampa” senza tag, ma solo PDF nativamente con tag.
Questa versione consente quindi realmente di esportare le caratteristiche di accessibilità generate all’interno del documento anche in PDF. Ciò prima era possibile esclusivamente (ed inspiegabilmente) per gli altri formati.
Ma non è solo un tema di tag: le novità
Per generare un PDF accessibile non sono sufficienti i tag, ma vanno usati in modo semanticamente corretto. Fino a poco tempo fa Google Docs non era molto performante con il supporto alla creazione di contenuti accessibili. Per fortuna tale requisito è richiesto dalla norma tecnica EN 301 549 e pertanto siccome Google intende continuare a fornire servizi digitali in Europa, ha dovuto fare un passo avanti. Di seguito alcune piccole novità notate in fase di modifica dei documenti.
Immagini: testo alternativo (ma non adeguato)
Per la gestione immagini è da tempo che Google Docs consente di utilizzare il testo alternativo. Permane però il problema (risolto invece dai competitor come Microsoft e mondo Libre/Open Office) che non è possibile marcare l’immagine come decorativa, obbligando quindi ad usare sempre un testo alternativo in quanto lasciando vuoto il contenuto del campo descrittivo, nella verifica del documento PDF viene correttamente indicato l’errore dell’assenza di testo alternativo.
Tabelle: valorizzare le intestazioni
Una delle problematiche ricorrenti è l’identificazione delle righe di intestazione nelle tabelle. L’assenza di elementi come table header (TH) crea problematiche non indifferenti agli utenti con lettori di schermo.
Accedendo alle opzioni tabella, alla sezione “Riga” è possibile definire le righe di intestazione che in questo caso vengono anche visivamente ripetute pagina per pagina e semanticamente vengono definite nel PDF con tag come elementi TH. Non è prevista invece, al momento, la possibilità di impostare colonne di intestazione.
Verifica di accessibilità: non pervenuta
Da un soggetto come Google ci si aspetterebbe anche la presenza di uno strumento integrato per verificare l’accessibilità e supportare l’utente nelle correzioni. Non sono presenti in modalità nativa soluzioni per supportare, ad esempio, l’analisi del contrasto del colore, l’ordine corretto dei titoli, l’eventuale assenza di alternative testuali.
Conclusioni
La novità dei PDF con tag è senz’altro interessante, ma il prodotto deve ancora fare molta strada per raggiungere i “colleghi” Microsoft Office e Libre / Open Office. L’inserimento dei tag è chiaramente una tematica interessante ma l’assenza di funzionalità per generare adeguatamente contenuti accessibili (si pensi solo alle immagini decorative, come esempio) rende il prodotto Google ancora grezzo in tema di accessibilità rispetto alle necessità di mercato. Chiaramente, con piccoli miglioramenti continui, spesso dovuti a richieste degli utenti, pian piano il prodotto arriverà ad un livello sufficiente per essere utilizzato senza discriminazioni.
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