La notizia è vecchia, per la precisione risale al 23 settembre, data in cui sono stati conferiti i premi ACCESS-IT 2009, ma la riflessione è amara e purtroppo sempre attuale!

Il solo fatto che esista una manifestazione di questo genere, e che esista anche il nostro Webaccessibile.org, è la migliore testimonianza di quanto oggi come ieri il Web sia dannatamente non accessibile per tante categorie di utenti, non necessariamente disabili. Se si ritiene di dover premiare quei siti o quelle applicazioni che più e meglio di altri risultano facilmente fruibili e non creano odiose barriere virtuali, vuol proprio dire che la strada è ancora lunga…

Ricordo che nel periodo in cui aveva inizio la mia avventura in qualità di coordinatore di Webaccessibile.org (maggio 2003), ripetevo spesso “mi auguro solo che tra cinque anni Webaccessibile.org non abbia più ragion d’essere“… ma altro che cinque anni, qui siamo – più o meno – ancora ai nastri di partenza, e l’avvento del cosiddetto Web 2.0 non ha certo migliorato le cose, anzi!

Come già ho asserito più volte, non è scorretto asserire che il Web 2.0 ha tendenzialmente peggiorato il livello di accessibilità delle applicazioni Web.

Prova ne sia che uno dei premi assegnati, guarda caso quello denominato ACCESS-IT@Web2.0, è andato a Accessibletwitter.com, un’applicazione che presenta le stesse funzionalità del famosissimo Twitter, ma in modalità accessibile.

Eppure Twitter non si presenta come un’applicazione ultra-complessa, dall’interfaccia piena di pulsanti e link… Twitter è semplice, e forse è proprio la sua semplicità di fondo ad averlo reso famoso e molto utilizzato. Purtroppo, anche in questo caso – come in altre applicazioni 2.0 assai illustri come Facebook – non si è pensato che la maggioranza del “popolo 2.0” non coincide affatto con la totalità degli utenti del Web, e si è dovuto attendere Accessibletwitter.com per allargare la fascia di potenziali utenti.

Una volta ci arrabbiavamo quando si incontrava una versione parallela ed accessibile di un sito, ora si è arrivati all’estremizzazione di questa stortura: una Web application di successo planetario come Twitter nasce e si evolve in una veste poco accessibile, e ci pensano entità “terze” a fornire un’interfaccia maggiormente ottimizzata, presentandola però come applicazione separata dall’originale… e chi non conosce l’applicazione più accessibile si dovrà gioco forza accontentare di quella originale ma difficilmente (o per niente) utilizzabile!

Ma più passa il tempo, più saranno gli utenti esclusi dalle applicazioni “social”, maggiore sarà il numero di nuove applicazioni “accessibili” che si affiancano a quelle “principali”, più marcato sarà il gap che si andrà a creare e a rafforzare tra le varie categorie di internauti, con buona pace di chi continua a predicare che al centro del Web 2.0 vi è l’utente.